Riproduzione
Qual è l'età adatta per la riproduzione degli agapornis ?
Gli agapornis raggiungono la maturità sessuale anche a 6 mesi, tuttavia per la loro salute è bene aspettare l'anno di età. Infatti mettendo il nido precocemente li si induce ad andare in estro prima del tempo, la femmina potrebbe andare incontro alla ritenzione dell'uovo, che può anche portarla alla morte, e può attaccare il maschio perché magari ancora non è pronto alla riproduzione.
Cosa fare se la femmina va incontro alla ritenzione dell'uovo ?
Sarebbe comunque meglio chiamare il veterinario aviare di fiducia e allertarlo, successivamente potrebbe essere necessario un suo intervento per la espulsione dell'uovo. Intanto possiamo agire tenendo la femmina al caldo, immergere la cloaca in acqua calda per togliere i residui di feci seccati e rilassare l'ovidutto e la stessa cloaca. Successivamente si può esporre la cloaca al vapore (senza ustionarla) e lubrificare l'area con olio di vaselina, cercando di massaggiarle l'addome per favorire l'espulsione dell'uovo. Queste azioni possono essere ripetute ciclicamente anche per 4-5 volte, se l'uovo viene espulso, è bene con un cotton fiock e betadine disinfettare la zona e poi, se si verifica il prolasso, cercare di far rientrare la cloaca con lo stesso cotton-fiock. E' bene anche somministrare calcio gluconato nel beverino (1 fiala x litro d'acqua) e qualche goccia direttamente nel becco, sia per rimpinguare il calcio perso, ma anche per favorire la contrazione della muscolatura cloacale e favorire così l'espulsione dell'uovo. Una volta rientrata l'emergenza, se possibile, è bene sempre farla controllare al veterinario. Nel caso in cui i tentativi sopra citati si rendessero infruttuosi, è bene far intervenire velocemente il veterinario aviare.
Come riconosco se la mia femmina soffre di ritenzione dell'uovo ?
Dal momento che la femmina è in procinto di deporre, qualche giorno prima, si noterà a livello cloacale un rigonfiamento, che aumenterà sempre più di dimensioni. Quando la forma dell'uovo sarà netta, si può tastare l'area, se viene avvertita come dura, occorre tener presente che la deposizione deve avvenire entro le 24-massimo 48 ore. Se ciò non avviene e vedete la femmina impallonata e apatica sul fondo, col piumaggio scomposto e sofferente, è bene intervenire come sopra.
Come faccio a sapere se ho una coppia eterosessuale o a sapere se il mio aga è maschio o femmina ?
A meno che nel nido ci siano pulli o uova feconde o la coppia abbia riprodotto precedentemente o che entrambi gli esemplari provengano da coppia sesso legata. Diversamente, poiché gli agapornis non presentano dimorfismo sessuale, i metodi affidabili sono solo 2: il sessaggio chirurgico o quello molecolare.
Che cos'è il "sessaggio" ?
E' una metodica attraverso la quale si determina con elevatissima accuratezza, per non dire con certezza (dato che abbiamo un margine di errore circa dell'1%) il sesso degli uccelli. Può essere appunto fatto attraverso un intervento chirurgico (sessaggio chirurgico) in cui si osservano gli organi riproduttivi e non solo, oppure estraendo il dna attraverso le piume o il sangue (sessaggio molecolare) e poi sottoposto a indagini di laboratorio che permettono la distinzione tra dna maschile e dna femminile. (per approfondimenti ci sono vari topic in rilievo e anche un articolo nella home)
Se acquisto una coppia eterosessuale, posso mettere loro il nido subito ?
E' buona norma attendere almeno un mese di ambientamento senza il nido, devono sentirsi sicuri del posto e anche dell'allevatore, se mettessimo il nido subito, vi si rifugerebbero dentro appena ci vedono, e non avrebbero il tempo di affiatarsi come si deve, rischiando così di avere delle uova non feconde.
Il nido come deve essere ?
Deve essere in legno, a sviluppo orizzontale, preferibilmente a doppia camera per le specie di occhio cerchiati, di dimensioni minimo 25*20*20h.
Dal momento che metto il nido, come devo comportarmi ?
E' bene, per rendere più rapido e semplice il lavoro dei nostri beniamini, mettere nel nido uno strato di circa 2.3 cm di tutolo di mais non profumato ma neutro, o pellets, o trucioli non profumati e fornire dei rametti di salice o di altre piante non tossiche (trovate l'elenco nella home agapornis.it), compresi di foglie. Ci penseranno loro a lavorare i rametti e sistemare il nido. A questo proposito le femmine di roseicollis portano il materiale per il nido infilandoselo tra le piume del codrione, mentre le femmine delle altre specie lo portano soprattutto con il becco. Oltre a fornire tutto il materiale, si può iniziare a fornire il pastoncino, che verrà tolto alla deposizione del primo uovo e poi rimesso alla schiusa. E' molto importante che vengano lasciati tranquilli.
Quando avviene l'accoppiamento e la deposizione delle uova ?
Di solito gli agapornis si accoppiano durante la preparazione del nido, ma non è una regola fissa, possono accoppiarsi anche in assenza di nido. Gli accoppiamenti in ogni caso continuano fino alla deposizione dell'ultimo uovo. Le uova vengono deposte circa una settimana o 2 dagli accoppiamenti anche se neppure in questo caso c'è una regola fissa.
Qual è il momento migliore per farli riprodurre ?
In linea di massima il periodo della riproduzione va da settembre fino a maggio, in estate si sconsiglia di farli riprodurre perché con il caldo si facilita la proliferazione di insetti e patogeni che trovano nel nido il microclima ideale, e anche perché dentro al nido la temperatura è molto più elevata rispetto all'esterno e questo può portare anche alla morte i genitori e i pulli. Certo questa è una considerazione che è valida appunto in linea di massima, e che non considera le eccezioni, come zone geografiche in cui le temperature nella stagione fredda sono particolarmente rigide, o comunque condizioni ambientali particolari (es montagna).
Quante cove può fare in un anno una coppia ?
Il numero massimo, che non deve essere superato per la salute dei genitori, è di 2 all'anno, che possono anche essere consecutive, ma che comunque non deve essere superato.
E il periodo di riposo ?
Dato che il numero massimo di cove è di 2 all'anno, e che all'incirca una covata richiede un periodo di 3 mesi, si evince che il periodo di riposo minimo deve essere di 6 mesi (es. da settembre a marzo: riproduzione, e da marzo al settembre successivo: riposo), anche se , se possibile, un anno di riposo dopo 2 cove consecutive, sarebbe ottimale.
Quante uova fanno gli agapornis e con quale frequenza ?
Di solito depongono un numero di uova che varia da 3 fino a 6, ma ci sono anche casi eccezionali, in cui si è arrivati fino a 9 uova. Queste vengono deposte a giorni alterni (se la coppia fa un uovo tutti i giorni significa che purtroppo abbiamo 2 femmine).
Una volta deposte le uova, come faccio a sapere se sono feconde ?
Dopo circa 6 giorni dall'inizio della cova di ciascun uovo, si può eseguire la cosiddetta "speratura delle uova", di cui ampiamente si parla in un topic in rilievo nella sezione "Riproduzione" ed "Allevamento".
Devo assumere altre precauzioni particolari ?
Basta fornire il salice o altro materiale d'imbottitura e il bagnetto a giorni alterni o quotidianamente.
Quanto dura la cova ?
La cova ha una durata di 23 giorni, e in genere inizia dal secondo uovo, anche se può iniziare a volte anche dal primo o dal terzo uovo. Chiaramente se inizia dal secondo uovo, i primi 2 pulli nasceranno praticamente assieme, e gli altri a scalare a giorni alterni, dopo 23 giorni, allo stesso modo di come le uova sono state deposte.
Quando i piccoli nascono, come devo comportarmi ?
Occorre mettere a disposizione il pastoncino per agapornis, i semi cotti o germinati o ammollati, e controllare che il cibo non manchi mai. E' bene fare dei controlli sui piccoli, almeno 2 volte al giorno e per il resto ci si può comportare come sempre , anche pulire la gabbia, anche se non in maniera troppo invasiva. Una volta terminate le operazioni ordinari e di controllo dei piccoli è però bene lasciarli tranquilli.
Di solito i genitori riescono a nutrire e svezzare tutti i piccoli ?
Questo dipende dal numero dei piccoli, fino ai 4 in genere non incontrano problemi, anche se bisogna tener d'occhio che i più piccoli siano alimentati e occorre anche evitare che vengano schiacciati dai più grandi. Eventualmente in covate numerose, si può imbeccare con la formula qualche giorno i più piccoli, quel tanto che basta per farli crescere rapidamente e abbiano la forza necessaria a non farsi schiacciare troppo dai fratelli e di chiedere l'imbeccata.
Devo sempre fornire il salice o altro materiale per l'imbottitura ?
Si, questo è utile perché in questo modo i genitori manterranno il nido pulito sostituendo il materiale sporco con quello pulito e inoltre si distraggono, evitando anche possibili episodi di pica da parte dei genitori.
E se le uova non si schiudono entro il termine calcolato ?
Se sono piene, a volte capita che ci siano dei leggeri ritardi rispetto la data prevista, questo perché il periodo di 23 giorni è comunque indicativo. Ciò nonostante, se anche l'ultimo uovo non schiude entro 7 giorni dalla data prevista, è bene inviare le uova integre (anche solo un paio) al veterinario aviare. Quasi certamente si tratta di una infezione batterica che ha reso i pulli troppo deboli per rompere il guscio, che gli hanno trasmesso i genitori, i quali sono asintomatici. Tutto si risolve con colture in terreni di coltura e antibiogramma e una cura con il farmaco giusto.
Oltre a infezioni batteriche, possono esserci altre cause ?
Spesso in queste situazioni si sente dire che le uova non si sono schiuse per "mancanza d'umidità", tralasciando il fatto che nel nido l'umidità è molto superiore all'ambiente esterno, perché è un luogo chiuso dove tra l'altro si trovano le deiezioni dei genitori e inoltre gli agapornis sanno benissimo come creare l'umidità corretta nel nido, anche in assenza di bagnetto. Questa evenienza quindi è davvero molto remota. Può essere invece che benché le uova siano feconde non schiudano magari perché la femmina inesperta abbandona la cova, e in questo caso ovviamente le infezioni non c'entrano.
Se invece i pulli muoiono ?
Bisogna cercare di capire se muoiono col gozzo pieno o vuoto. Nel primo caso si tratta sicuramente di una situazione patologica, e quindi occorre fare accertamenti dal veterinario aviare, con una autopsia del pullo e/o esame sui riproduttori. Nel secondo caso, può essere dovuto all'inesperienza dei genitori, ma nella maggior parte dei casi la causa è sempre da ricercare in infezioni che rendono i pulli troppo deboli da chiedere l'imbeccata, e quindi soccombono. Anche in questo caso per risolvere il problema, occorre contattare il veterinario.
Quando le uova sono deposte, posso numerarle ?
E' possibile farlo con pennarelli ad acqua, eye-liner, matita per occhi, o con una matita morbida e poco appuntita.
Posso mettere delle uova di una coppia sotto un'altra ?
Si può fare purchè ovviamente anche la coppia-balia sia in cova e abbia comunque le uova che schiudano nello stesso periodo, e queste ultime devono essere poche, altrimenti i genitori avranno serie difficoltà a seguire tutti i piccoli.
Posso mettere dei piccoli nati nel nido di un'altra coppia ?
Si può fare tenendo presente la risposta precedente: in questo caso i pulli della coppia balia devono avere all'incirca la stessa età dei primi e devono essere pochi. O addirittura si possono dare dei piccoli a balia a coppie con uova bianche.
Cosa fare se i genitori strappano le piume e penne ai piccoli ?
Questo fenomeno è anche detto "pica". Purtroppo le cause sono ancora ignote, c'è chi parla di carenze alimentari, chi di stress o altro. Sicuramente non si trasmette da genitori in figli, ed è recidivante: una volta che iniziano, in genere non smettono più, e anzi col passare del tempo la cosa peggiora. In caso di pica, se leggera, i piccoli possono essere lasciati nel nido coi genitori fino allo svezzamento. Se invece intaccano le remiganti o le timoniere oppure fanno ferite ai piccoli (che possono essere mortali) è bene intervenire: occorre capire il genitore che pica, e se è uno solo, si possono separare i genitori e lasciare i piccoli con quello che non li pica; un'altra soluzione può essere quella di mettere i piccoli a balia (seguendo le indicazioni precedenti) o ancora mettere i piccoli in un nido fatto di sbarre, in modo che i genitori possano nutrirli ma non picarli. Nel caso queste alternative non siano possibili, sarà necessario procedere con l'allevamento a mano dei piccoli. Per il futuro poi si dovrà decidere se escludere dalla riproduzione la coppia, o mettere sistematicamente a balia i piccoli.
Se i genitori ridepongono come posso fare ?
Se si tratta della seconda cova consecutiva si possono tranquillamente lasciar fare, prestando attenzione che non picchino i piccoli della cova precedente che vorrebbero rientrare nel nido, alcuni genitori sono tolleranti, altri invece non vogliono i piccoli nel nido quando hanno già le nuove uova, ma in genere dopo qualche piccola beccata i novelli capiscono che devono tenersi fuori dal nido. Nel caso in cui i genitori si mostrassero violenti coi piccoli, è possibile dividere la gabbia mettendo da una parte i piccoli e dall'altra i genitori, in modo che il padre possa comunque nutrirli attraverso le sbarre. In questo periodo occorre tenere i piccoli sotto osservazione, per evitare che s'indeboliscano e muoiano. Nel caso invece abbiano già fatto 2 cove (consecutive o no) per evitare un'un ulteriore deposizione, si può togliere il nido al compimento del 35° giorno del pullo più piccolo e lasciare i piccoli coi genitori il più possibile nel caso facessero comunque le uova, basta toglierle e sarà meglio somministrare alla femmina una integrazione di calcio gluconato.
Fino a quando posso lasciare i piccoli coi genitori ?
I piccoli come abbiamo già detto sono svezzati a 60 giorni, ma questo è un valore medio, alcuni sono autonomi prima, altri dopo. La regola generale sarebbe quindi quella di tenerli coi genitori il più a lungo possibile, anche fino ai 3 mesi, finché i genitori non mostrano segni di insofferenza nei confronti dei piccoli, e comunque i primi giorni lontani dai genitori, vanno tenuti d'occhio e ci vogliono attenzioni particolari per quanto riguarda l'alimentazione: mangiatoie piene di semi, pastoncino, semi germinati, ammollati e panico in vari punti della gabbia.
FRENS