Le specie e la genetica
Tra gli agapornis possiamo descrivere 9 specie diverse, che hanno localizzazioni geografiche diverse, aspetto diverso, comportamenti diversi e abitudini diverse. Quella più diffusa e considerata per diverse ragioni più "facile" da allevare è quella dei roseicollis, viene considerata più "semplice" perché non necessita di documentazione CITES diversamente dalle altre 8 specie di agapornis, e questo a detta di alcuni rende le cose più "snelle", dato che non è obbligatorio né richiesto anellare i pulli, fare la denuncia di nascite, cedere gli esemplari con la documentazione. Altri motivi per cui vengono considerati più facili, sono anche dovuti al fatto che sono in grado di instaurare più facilmente un rapporto con l'uomo, e lo mantengono con altrettanta facilità, rispetto sempre alle altre 8 specie, oltre al fatto che in genere, ma non è una regola fissa, sono più rapidi nella riproduzione e meno esigenti degli altri agapornis. Un altro "vantaggio" associato agli agapornis roseicollis e di cui parleremo più avanti, è che in questa specie esistono mutazioni sesso legate recessive, cioè legate ai cromosomi sessuali (gli eterosomi), e quindi in alcuni casi è possibile conoscere il sesso dei pulli dal colore, conoscendo la mutazione dei genitori, questo risparmia i costi relativi ai sessaggi (chirurgico e molecolare) ed è utile anche in campo selettivo, perché in particolari condizioni che vedremo dopo, benché la mutazione sia recessiva, si possono ottenere pulli (in realtà femmine) mutati a partire dal padre portatore della mutazione o mutato.
Questo non vale per le specie con anello perioftalmico nudo (detti anche occhio cerchiati): A. fischeri, personatus, nigrigenis, lilianae, e neppure per le altre specie A.cana, pullarius, taranta, e (ormai estinta?) swinderniana. Infatti nelle specie con anello perioftalmico nudo, abbiamo certamente molte mutazioni, ma queste sono autosomiche recessive, non interessano i cromosomi sessuali, e quindi non è possibile risalire al sesso dei pulli come si poteva fare con i roseicollis, e per avere della prole mutata, occorrerà quindi che almeno entrambi i genitori siano portatori.
E' importante far notare che nell'interesse di questi pappagallini, è bene assortire coppie della stessa identica specie, quindi roseicollis con roseicollis, fischeri con fischeri, nigrigenis con nigrigenis, ecc. L'accoppiamento tra specie diverse, in particolare roseicollis con occhio-cerchiati, porta a ibridi, che avranno caratteristiche intermedie ai genitori, che saranno comunque soggetti a normativa CITES, ma soprattutto sterili, incapaci di riprodursi, e privi di qualsiasi valore commerciale oltre che espositivo. E' bene considerare che la loro dignità è al pari degli altri pappagallini, e anche la loro capacità di interagire con l'uomo e con gli altri agapornis, ma che avranno un istinto a riprodursi che non potrà essere soddisfatto, e quindi che lo stesso istinto li porta a soffrire e, nel caso delle femmine, a deporre anche molto spesso, uova bianche, non feconde, il che comporta solo un inutile stress e perdita di nutrienti. Ancora più pericoloso ai fini di preservazione delle singole specie è l'accoppiamento tra occhio cerchiati appartenenti a specie diverse, questo accoppiamento genera infatti dei meticci, con caratteristiche intermedie ai genitori di partenza, ma che si differenziano dagli ibridi perché sono fertili, e quindi se non opportunamente riconosciuti come tali e/o fatti accoppiare incautamente si ha che il passaggio di caratteristiche intermedie viene tramandato alla progenie, che avrà sempre una sua dignità come essere vivente e come agapornis, ma che non sarà né es. un fischeri, né un nigrigenis, né un personatus, ecc.
Riguardo la genetica degli agapornis, prima di parlarne, occorre tener presente alcune definizioni, senza le quali la discussione sarebbe poco comprensibile.
Un gene è un frammento di DNA che codifica per una proteina, questa può svolgere numerose funzioni, nel nostro caso avrà un qualche ruolo nel determinare la colorazione di penne, piume, occhi in alcuni casi e zampe. Ogni cromosoma contiene al suo interno diversi geni, che hanno diverse funzioni come abbiamo detto, per ogni cromosoma ogni individuo ha 2 copie, una che deriva del padre, una dalla madre. Gli alleli invece sono diverse varianti di un singolo gene, che nel corso degli anni si sono venute a creare in seguito a mutazioni del tutto casuali, che poi però sono state selezionate, naturalmente o artificialmente, a livello del DNA. Di conseguenza, per ogni gene, ogni individuo avrà sulla sua coppia di cromosomi 2 alleli, che possono essere identici (e si parla di omozigosi) o diversi uno dall' altro (si tratta di un eterozigote); l'assetto allelico viene anche detto genotipo, mentre le caratteristiche esterne di un individuo legate allo stesso assetto, prendono il nome di fenotipo. Occorre tener presente che gli alleli, possono essere dominanti, oppure recessivi: un allele (o gene) è dominante se per esprimersi nel fenotipo, è richiesta solo una copia di quest' ultimo (Dd o DD); in altre parole,basta che solo uno dei 2 cromosomi dovrà portare su di sé quello specifico allele, ma ovviamente entrambi i cromosomi possono essere interessati, e allora si parla rispettivamente di eterozigosi (Dd) o omozigosi (DD). Di conseguenza un individuo che è soggetto a una mutazione dominante, ed è omozigote per la stessa, accoppiato con un altro non interessato dalla mutazione che possiamo definire "non mutato", darà in prima generazione tutti soggetti mutati eterozigoti (Dd). Nel caso in cui incrociamo 2 soggetti mutati eterozigoti, avremo il 25% di soggetti non mutati omozigoti per quel carattere (dd), 25% dei soggetti mutati omozigoti (DD), 50% dei soggetti mutati eterozigoti (Dd), mentre accoppiando 2 soggetti omozigoti mutati (DD), avremo il 100% dei figli mutati omozigoti. Se accoppiamo un soggetto eterozigote mutato (Dd) con un soggetto non mutato, avremo il 50% dei figli mutati eterozigoti (Dd) e il 50% non mutati (dd). Possiamo però avere anche il caso in cui un gene sia recessivo: in questa situazione, perché il carattere correlato al gene si manifesti nel fenotipo, occorre che i entrambi i cromosomi siano interessati da quel particolare allele, cioè occorrono 2 copie del gene (rr), una per cromosoma, in questo caso mutato sarà un individuo omozigote recessivo (rr), mentre gli eterozigoti (Rr) sono portatori della mutazione, e abbiamo anche l'omozigote non mutato (RR). Appare chiaro che in questo caso accoppiando un mutato (rr) con un non mutato omozigote (RR), avremo il 100% della prima generazione tutti non mutati eterozigoti e portatori della mutazione recessiva (Rr), e che la percentuale di mutati massima, la si ottiene accoppiando un mutato omozigote (rr) per un altro mutato omozigote (rr), otterremo infatti il 100% della prole mutata, mentre incrociando un mutato omozigote per un portatore eterozigote per quel carattere (Rr), avremo il 50% di mutati (rr) e il 50% di non mutati portatori della mutazione (Rr). Dobbiamo in ultimo considerare, che i cromosomi possiamo distinguerli in 2 classi: quelli sessuali, detti eterosomi, che sono presenti nel numero di una coppia, e gli altri, non sessuali, detti autosomi. Negli uccelli, e quindi anche negli agapornis, il sesso femminile è eterozigote, ZW, il maschile è omozigote, ZZ (il contrario dei mammiferi e dell'uomo). Possiamo descrivere, solo per gli agapornis roseicollis, delle mutazioni legate al sesso, o sessolegate recessive, cioè più precisamente che riguardano il cromosoma sessuale Z (che indicheremo con *). Questo aspetto è molto importante, perché motiva il fatto per cui in alcuni casi, per alcune mutazioni (le sessolegate) possiamo distinguere il sesso degli agapornis roseicollis dal colore conoscendo i genitori. E' centrale il fatto che il maschio ha 2 copie del cromosoma Z, e la femmina solo 1. Per esempio, un maschio che è mutato di una mutazione sesso legata recessiva, significa che ha entrambi gli Z interessati dalla mutazione (Z*Z*), e accoppiato con una femmina non mutata (ZW), darà origine, sistematicamente, al 100% delle femmine mutate (Z*W ha trasmesso a queste uno dei Z* , ed entrambi hanno il gene mutato), perché le femmine hanno una sola copia del cromosoma Z, se questo ha il gene mutato, loro stesse saranno mutate; il 100% dei maschi sarà non mutato, ma portatore eterozigote (Z*Z) della mutazione, dato che un Z gli è dato dal padre e questo porterà su di sé il gene mutato (Z*), ma l'altro Z viene dalla madre, che non è mutata. Per definizione stessa, è chiaro anche che le femmine roseicollis non possono in alcun caso essere portatrici di mutazione sesso legata, hanno un solo Z, quindi o sono mutate, o non lo sono. Siccome i portatori sono indistinguibili fenotipicamente dagli omozigoti non mutati, può anche accadere che un soggetto sia portatore ma che l'allevatore non lo sappia, e che se ne accorga perché da quel maschio sono nati piccoli mutati di una mutazione sessolegata che saranno femmine certe se la madre non è mutata della stessa mutazione, maschi e femmine se la madre è mutata, e in quest' ultimo caso il sessaggio è d'obbligo. Mettendo una femmina mutata di mutazione sesso legata con un maschio non mutato né portatore, tutta la prole sarà non mutata, ma tutti i maschi saranno portatori della mutazione, perché ereditano dalla madre un Z che ha il gene mutato, mentre l'accoppiamento femmina mutata x maschio portatore della mutazione, produce maschi e femmine mutati, femmine non mutate, e maschi portatori, ci dà la certezza in altre parole, che i maschi o sono mutati (e lo rileviamo fenotipicamente), o sono portatori. Se invece mettiamo maschio portatore con femmina non mutata, avremo il 50% di femmine mutate, che saranno sessate alla nascita, 50 % femmine non mutate, maschi non mutati, 50% portatori e 50% non portatori, ma come ho detto precedentemente, non saremo in grado di distinguerli tra di loro. In sintesi, l'unica situazione in cui saremo in grado di distinguere tutti i figli alla nascita per la loro colorazione, è l'accoppiamento tra maschio mutato (Z*Z*) e femmina non mutata (ZW), per tutti gli altri casi, ad eccezione di femmine mutate nate da maschio portatore e femmina non mutata, dovremo fare il sessaggio. Abbiamo la possibilità di accoppiare anche 2 soggetti mutati di mutazione sessolegata (Z*Z* x Z*W), ormai infatti si tratta di mutazioni ben stabilizzate, per quanto riguarda i roseicollis, e ovviamente tutta la prole, maschi e femmine, saranno mutati. Un caso particolare che si verifica tra mutazioni sesso legate diverse, è il fenomeno del crossing-over: durante la formazione dei gameti, in un soggetto che sia portatore di 2 mutazioni sesso legate (che occupano lo stesso locus sul cromosoma Z, es cinnamon ed ino), ci può essere uno scambio di frammenti di cromatidi, e la combinazione di queste 2 mutazioni, che danno origine ad un nuovo fenotipo, non ad una nuova mutazione, che in questo caso è il cinnamon-ino, da notare la lineetta, che indica appunto come si stia parlando di un fenotipo e non di una mutazione. Una mutazione è invece il PallidIno, che deriva dalla combinazione di 2 alleli, sempre sesso legati, i PallidIni possono essere solo maschi, perché in un cromosoma avremo il l'allele ino, e nell'altro l'allele pallid, e questo, accoppiato con femmina non mutata, darà femmine sia pallid che ino, nel primo caso avveniva crossing-over e non avevamo una mutazione ma un fenotipo, e questo evento è irreversibile, in altre parole non avremo nella prole la separazione delle 2 mutazioni, mentre nel secondo, ho un semplice accostamento di 2 alleli diversi, che poi possono separarsi. Anche questa è la ragione per cui accoppiamenti che possono causare crossing-over vengono sconsigliati, mentre è possibile effettuare accoppiamenti che portano al PallidIno, anche se in entrambi i casi avremo soggetti che non potranno partecipare a mostre espositive, ma nel primo caso non potranno nemmeno essere usati a scopi selettivi, nel secondo volendo, ciò può essere fatto, anche se alcuni preferiscono evitarlo. Un altro esempio di semplice unione di 2 alleli diversi, è dato dal fatto che nei roseicollis abbiamo 2 diversi tipi di alleli che codificano per il carattere "avorio blu"; è da tenere presente che in ogni caso il blu completo nei roseicollis non esiste, e poi ne vedremo le ragioni, sarebbe più corretto parlare di par-blue (parzialmente blu), anche se per semplicità possiamo parlare di avorio blu, dove in realtà abbiamo l'allele avorio blu propriamente detto (detto anche Aqua), e l'allele avorio blu faccia bianca (f.b., detto Turquoise). Ora, la mutazione avorio blu, è una mutazione autosomica recessiva, per manifestarsi in ogni caso necessita di 2 copie di geni avorio blu , che però possono essere avorio blu (bl) o avorio blu f.b. (bl*), possiamo avere entrambi gli alleli di tipo avorio blu (bl), e il fenotipo sarà quello di un avorio blu, oppure i 2 alleli di tipo avorio blu f.b (bl*), e il fenotipo sarà quello di un avorio blu f.b., ma potremmo anche avere 1 allele avorio blu (bl) e l'altro avorio blu f.b. (bl*), e avremo un fenotipo intermedio tra i 2, detto avorio blu verde mela (rientra comunque negli avorio blu) o anche AquaTurquoise, che però per ora non può partecipare a mostre espositive.
Ora possiamo passare in rassegna tutte le mutazioni che interessano i roseicollis:
il fenotipo verde, che non porta alcuna mutazione, è anche detto ancestrale ed è dominante. Abbiamo le mutazioni autosomiche recessive, che sono il faccia arancio (f.a. o FA), il par-blue (avorio e avorio fb), l'ala grigia, il pezzato recessivo e il diluito (molto rare). Le mutazioni sesso legate recessive sono l'ino, l'opalino, l'isabella (o pallid) e cannella (o cinnamon). Dominante è il pezzato dominante, molto più diffuso rispetto al pezzato recessivo. Oltre a questo abbiamo i fattori scurenti, che possono essere al massimo 2, dato che ogni fattore interessa un cromosoma, se abbiamo un fattore scurente, abbiamo un giada (o verde scuro) o un cobalto , rispettivamente nella serie verde e blu, se ce ne sono 2, abbiamo un oliva o un malva. I fattori scurenti sono semidominanti, perché si associano ad una colorazione (verde e blu). Abbiamo anche il fattore viola, che ha le caratteristiche di mutazione codominante addizionale dato che può aggiungersi al genotipo e fenotipo del soggetto, il fattore viola non può essere portato, o è manifesto, ed è quindi presente, oppure non è presente. Le varie mutazioni descritte poi possono combinarsi tra loro, per dare risultati molto belli e che sono soggettivi. Alcune di queste mutazioni, come abbiamo detto all'inizio, interessano la produzione di pigmenti che entrano nella costituzione del piumaggio ma non solo. Per esempio la mutazione avorio blu, inibisce, in misura diversa da avorio blu, avorio blu f.b, avorio blu verde mela, la sintesi delle psittaccofulvine che conferiscono un colore giallo-arancio-rosso, la prima di circa il 50%, la seconda fino all' 80%; ultimamente sono stati selezionati, da avorio blu f.b molto puliti dei soggetti senza psittaccofulvine visibili, detti anche "puri" o meglio *Blue*, che sono particolarmente affascinanti, ma che comunque non possono essere detti totalmente privi delle psittaccofulvine. Altre mutazioni invece agiscono sulle melanine, in maniera diversa l'una dall'altra: l'ino per esempio inibisce la sintesi di tutte le melanine, e nella serie verde rimarranno quindi solo le psittaccofulvine, avendo il fenotipo definito "Lutino", nella serie blu, dove sono ridotte le psittaccofulvine, avremo soggetti detti "Cremini". Un'altra mutazione che agisce sulle melanine, è il Cannella, che agisce dal punto di vista qualitativo che quantitativo: la sintesi delle eumelanine nere è fortemente ridotta, e questo fa risaltare le eumelanine brune. Nell'Isabella, abbiamo il 60% di riduzione dell' eumelanina. Nel pezzato dominante, la riduzione di melanine non è omogenea, ma interessa il piumaggio, le zampe, le unghie, in maniera casuale e discontinua. Nella mutazione Ala Grigia, la riduzione delle melanine interessa praticamente solo i bordi delle remiganti e delle copritrici, dando luogo a un effetto apprezzato da molti.
Nei fisher e personatus, abbiamo la possibilità di descrivere delle differenze: non esistono mutazioni sesso legate, e invece esiste la mutazione blu propriamente detta, che inibisce la sintesi al 100% delle psittaccofulvine e quindi esiste anche la mutazione albino, cioè quel fenotipo privo di melanine e psittaccofulvine. Sono recessive le mutazioni blu, diluito, ino, mentre i fattori scurenti e viola hanno le stesse caratteristiche che nei roseicollis. Abbiamo anche la mutazione pezzato, che è però poco conosciuta, e sembra recessiva, e una particolarità, la mutazione "Mottle": si tratta sempre di pezzature, ma che insorgono dopo la prima muta, ad almeno 8 mesi, e che finora sembri che riguardino solo le femmine, che possono trasmettere alle figlie, anche se è relativamente recente e abbiamo poche informazioni in merito. Nei nigrigenis abbiamo le stesse mutazioni, anche se sembra che i fattori scurenti si comportino in maniera diversa che nelle altre specie come genetica e abbiamo anche la mutazione DEC - ino (Dark- eyed- colored) - ino) fenotipicamente si presenta come un lutino o albino a secondo della serie verde o blu, ma gli occhi sono scuri. Occorre tener presente che un occhio cerchiato non può essere sia diluito (o pastello) che ino, in questo caso abbiamo una situazione simile al PallidIno dei roseicollis, abbiamo infatti il PastellIno. Il pastello o diluito interessa la sintesi delle melanine, in particolare la riduce, e il diverso nome è dipendente dalla percentuale di riduzione, ne risulta che nel pastello le remiganti risultano beige, e nel PastellIno acquisiscono invece una colorazione intermedia.
Per quanto riguarda i lilianae, abbiamo le mutazioni blu, ino, i fattori scurenti e il viola, ma queste mutazioni sono molto più rare, se non inesistenti, come per i taranta, i pullarius, i cana.
FRENS